Viaggio a Lizori: il cinquantenario a Palazzo Due Mondi

Viaggio a Lizori: il cinquantenario a Palazzo Due Mondi

L’8 luglio 2026, mentre Spoleto viveva il Festival dei Due Mondi, Palazzo Due Mondi ha ospitato Viaggio a Lizori – Nihil jucundius vidi valle mea spoletana, un incontro organizzato dalla Fondazione di Ricerca Scientifica ed Umanistica Antonio Meneghetti e coordinato da OfArch – Officina d’Architettura.

Dedicato al cinquantenario dell’avvio del recupero di Lizori, l’incontro ha richiamato un pubblico numeroso e portato nel centro di Spoleto la storia del borgo, le ricerche sviluppate negli ultimi anni e nuove possibilità di valorizzazione dei luoghi rurali. Ingegneri, architetti, docenti universitari, studiosi, professionisti, rappresentanti delle istituzioni e cittadini hanno partecipato a un confronto sul rapporto tra paesaggio, architettura, identità e qualità dell’abitare.

L’evento si è svolto con il patrocinio del Comune di Spoleto, del Comune di Campello sul Clitunno, del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell’Università degli Studi di Perugia, dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Perugia, dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Perugia e della Fondazione dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Perugia.

Il pomeriggio si è aperto con i saluti di Fabio Fabiani, in rappresentanza di OfArch; Danilo Chiodetti, vicesindaco di Spoleto; Pamela Bernabei, presidente della Fondazione; Filippo Ubertini, direttore del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell’Università degli Studi di Perugia; Virna Venerucci, in rappresentanza dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Perugia; e Moreno Marziani, in rappresentanza dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Perugia.

Nel suo intervento, Pamela Bernabei ha ringraziato OfArch per aver accolto l’incontro in uno spazio capace di mettere Lizori in dialogo con Spoleto e con il Festival. Ha quindi spiegato il particolare significato della scelta di Spoleto per il cinquantenario. Fu nel 1976 che Antonio Meneghetti giunse per la prima volta in città per il Festival dei Due Mondi. Lo affascinò la capacità del Festival di mettere in dialogo musica e architettura, teatro e filosofia, arte e scienza. In quei giorni, percorrendo la campagna umbra, vide Lizori per la prima volta. Il borgo era allora abbandonato, eppure egli vi riconobbe una possibilità quando era ancora difficile immaginarlo nuovamente vivo.

Il progetto di recupero avviato da Antonio Meneghetti non concepiva Lizori soltanto come un luogo da salvare, né come uno spazio destinato esclusivamente alla contemplazione artistica o al turismo, come spesso accade per borghi analoghi. Lizori poteva diventare anche un luogo di formazione, nel quale bellezza, lavoro, ricerca e comunità partecipavano allo stesso processo.

«Salire al borgo non significa allontanarsi dal mondo», ha ricordato Pamela Bernabei. «Significa prendere quota per vedere meglio, e poi tornare a valle con una qualità diversa di azione».

Nel corso degli anni questa intuizione si è sviluppata attraverso la collaborazione con l’università. Le ricerche condotte a Lizori hanno permesso di comprendere il suo recupero non soltanto come un’esperienza riuscita, ma come un metodo da studiare, formalizzare e trasmettere: un possibile «codice Lizori» per la valorizzazione di altri borghi rurali senza alterarne il carattere.

Il confronto è proseguito con gli interventi di Fabio Fabiani, Incisioni per paesaggi possibili; Fabio Bianconi, Lo spazio reale e misurabile; Ruggero Lenci, Lizori Furor Haermeticus; Alessandro Bruni, Paesaggio per la qualità dell’abitare; Benedetta Terenzi, Cultural Heritage Design; e Marco Filippucci, Viaggio a Lizori: paesaggio, percezione, disegni.

Nel corso dell’incontro è stato inoltre presentato Viaggio a Lizori. Paesaggio, percezione, disegni, il cofanetto in due volumi leporello di Fabio Bianconi e Marco Filippucci, illustrato da Claudio Patanè e pubblicato da Fiorina Edizioni: un invito a scoprire il borgo attraverso lo sguardo, il disegno e il paesaggio.

Il pubblico numeroso e partecipe ha confermato il valore di un incontro capace di portare la ricerca oltre gli ambienti accademici e metterla in dialogo diretto con le istituzioni, le comunità professionali e i cittadini. Nell’atmosfera culturale del Festival, Lizori è così tornata a Spoleto cinquant’anni dopo il primo incontro di Antonio Meneghetti con il borgo.

Pamela Bernabei ha concluso il suo intervento guardando le persone presenti in sala: «Vedo un luogo che, cinquant’anni fa, qualcuno ha scelto di amare. Vedo tante persone che, dopo di lui, hanno continuato a sceglierlo. E vedo un borgo che non ha mai smesso di ricambiare. Lizori non ringrazia con le parole. Ringrazia restando. E continuando».